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l'Islam

una premessa: si può valutare?

Qui parliamo di Islam, e lo facciamo con intento né pregiudiziale né neutralistico. È soprattutto la seconda cosa a risultare ancor oggi ostica a molti, che dicono "Non si possono paragonare Cristianesimo e Islam. Tutt'e due hanno eguali meriti e uguali torti!"

Spieghiamo allora perché pensiamo che una comparazione valutativa sia possibile e necessaria.

  • Lo facciamo in base alla convinzione che la verità esiste, e che prima di tutto e sopra tutto è la verità che bisogna cercare. Prima di chiedersi dove possa andare a parare una affermazione, a noi importa sapere se sia vera o no.
  • Se si dà un problema, e si danno più soluzioni tra loro contraddittorie al medesimo, è impossibile che tali soluzioni contraddittorie siano tutte vere.
  • Potrebbero essere tutte false, ma tutte vere, no.
  • Il Cristianesimo e l'Islam sono considerabili come due soluzioni, tra loro per molti aspetti contraddittorie, al medesimo problema: «che cos'è l'Invisibile? Che cosa c'è dopo la morte?»
  • E' dunque impossibile che tali due soluzioni siano entrambe egualmente vere. È ad esempio impossibile che Cristo sia solo un profeta, inferiore a Maometto e al tempo stesso sia il Figlio di Dio, la Seconda Persona della SS.Trinità.

il falso rispetto relativistico

  • Perciò c'è un solo modo per giustificare la tesi che è impossibile istituire un confronto valutativo tra Islam e Cristianesimo, ed è dire che tutte le religioni sono false. Ossia, sono tutte uguali perché sono tutte vere, e sono tutte vere perché sono tutte false (cioè sono tutte balle).
  • Una certa mentalità di sinistra pensa appunto questo, che non si possa dire che il Cristianesimo è vero e l'Islam no, non perché stimi l'Islam come religione, ma perché pensa che tutte le religioni sono oppio dei popoli, si equivalgono in una funzione negativa.

una confusione di piani

  • C'è anche un'ulteriore causa della difficoltà a istituire comparazioni: il timore che giudicare meno vero l'Islam, implichi disprezzare i mussulmani.
  • Qui c'è confusione tra piano delle idee e piano delle persone: io posso avere stima e affetto per le persone, senza per ciò condividerne le idee.
  • Tanto più se si tratta di idee che non sono l'esito di una meditata e sofferta riflessione personale, ma di una tradizione assorbita dal contesto familiare e sociale.
  • Qui non si disprezza nessuno. Si cerca di capire, nella prospettiva della validità conoscitiva di quello strumento che si chiama ragione, appassionatamente alla ricerca della verità. Se diciamo cose sbagliate, diteci dove sbagliamo. Ma non ci può essere dialogo se si dice che esiste una cortina fumogena che impedisce a-priori di vedere alcunché.

Ciò chiarito, clicca qui per proseguire.

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