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la fede, in sintesi

Nella tradizione teologica si distingue la fede come ciò che è creduto (fides quae: l'oggetto della fede) e come atto di credere (fides qua, l'atto di fede).

Fides quae

Il Cristianesimo non è una struttura ideologico-valoriale-organizzativa funzionale alla stabilità della società.

E' un Fatto, un Evento. Cioè qualcosa che poteva anche non accadere. Ed esiste in quanto accade. Non in quanto accade ... in generale. Ma accade a me, a te, alla persona umana. A questa persona, e non a quella.

Poteva non accadere, ed è accaduto. E' accaduto a me, come è accaduto o può accadere a te. Come è accaduto a Andrea e Giovanni, a Pietro, a Paolo, a Benedetto, a Francesco, a Caterina, a Ignazio, a madre Teresa, a Karol Wojtyla, a Luigi Giussani.

Poteva non accadere, e accade, il fatto, l'evento di un incontro con una Presenza eccezionale, che corrisponde alle attese del cuore umano. Il Cristianesimo, ossia l'Evento di Cristo è una Presenza eccezionale: la presenza del divino nell'umano: quell'Uomo, Gesų di Nazaret, era Dio.

battesimo di Cristo

Un fatto (ordinario, naturale) non è esaurientemente riducibile a una legge. Qui ci troviamo di fronte a un Fatto assolutamente singolare, unico, che non rientra nelle leggi naturali, non è deducibile da leggi naturali. La Sua singolarità assoluta eccede la regolarità universale delle leggi razionalmente concepibili: è soprannaturale, un dono, gratuità, Grazia.

Fides qua

Il riconoscimento di questo Fatto, dell'Avvenimento di questa Presenza eccezionale si chiama fede: la fede, come insegna la teologia, è un habitus soprannaturale, che -appunto- abilita stabilmente a riconoscere nell'umanità eccezionale di Cristo (per i suoi contemporanei) e dei Suoi (per tutti coloro che sono venuti dopo) la Presenza del divino, abilita a riconoscere Dio in quell'Uomo, come unica spiegazione possibile della Sua eccezionalità.

L'oggetto della fede dunque è la Presenza, è Cristo, Uomo-Dio:

actus fidei non terminatur ad enuntiabile, sed ad rem (Tommaso d'Aquino)

dove la «res» è la stessa Presenza, la Persona divino-umana di Gesų Cristo presente nella comunità cristiana, nei Suoi.

Questo Fatto, essendo soprannaturale, eccede la capacità di comprensione della ragione, tuttavia è in qualche modo pensabile ed esprimibile. È infatti in discontinuità, ma anche in continuità con l'oggetto delle energie conoscitive naturali (il divino è veicolato nell'umano, e si fà riconoscere per la sua eccezionale capacità umanizzatrice, per il suo eccezionale potere di rispondere alle esigenze umane); tutta la tradizione teologica e magisteriale cattolica è unanimemente convinta della armonia tra fede e ragione.

Si parla infatti delle verità di fede, ovvero i dogmi, la cui sintesi forma il Credo.

La fede (l'oggetto della fede) non è riducibile a delle verità, a delle formule dogmatiche, all'enuntiabile, e tuttavia le implica. Esse sono come l'ossatura stabile, concettualmente esprimibile, dello sguardo a un Mistero che al tempo stesso le trascende e le inabita.

il Credo: oggettività ecclesiale ...

Il riconoscimento della Presenza è al tempo stesso personale e comunitario: Cristo si propone a me, mi interpella persionalmente, ma si propone a me attraverso una realtà comunitaria, la Chiesa; nella sua formulazione originaria, in greco, il Credo cominciava con pistéuomen (crediamo), non con pistéuo (credo). Si può credere solo nella Chiesa (stando nella Chiesa e attraverso di lei).

E la Chiesa ha una sua struttura, con persone che assicurano la continuità con l'Evento orginario: si chiama autorità, o Magistero.

ho pregato per te, perchè la tua fede non venga meno. E tu quando ti sarai ravveduto conferma i tuoi fratelli.

cosė dice Gesų a Pietro, assicurandogli la sua speciale assistenza perchè egli possa «confermare» nella fede i suoi fratelli, cioè la comunità cristiana, la Chiesa. Ciò che Pietro richiama come verità di fede, quello è da credere come verità di fede da parte dei credenti.

Si chiamano dogmi le verità che la Chiesa propone ai credenti come elementi indispensabili della fede. Cosė i credenti sono certi di non alterare arbitrariamente il Dato rivelato, i tratti autentici della Presenza riconosciuta, come può accadere per effetto della superbia, frutto del peccato originale, e sotto l'influsso del Nemico.

I dogmi sono stati stabiliti nel corso della storia (della Chiesa) quasi esclusivamente dai Concili. Ma i dogmi sono l'esplicitazione di ciò che Pietro e gli Apostoli credevano fin dall'inizio della vita della Chiesa, quando lo Spirito Santo scese su di loro, con Maria, alla Pentecoste.

... personalmente verificabile

La fede è un fatto comunitario, assicurato nella sua oggettività dall'autorità di Pietro e degli Apostoli, ma essa è anche un fatto personale.

Ogni verità di fede è in qualche modo verificabile personalmente. Non solo la fede nel suo insieme, ma ogni articolo di fede, ogni frase del Credo, può e anzi deve essere verificata da ogni credente nella propria vita.

In altre parole ad ogni enunciato del Credo, e ad ogni dogma, corrisponde, può e deve corrispondere una certa esperienza, o un certo aspetto dell'esperienza esistenziale di ogni credente.

È bene cercare di cogliere queste corrispondenze, per convincersi che nella fede niente è astratto, non c'è niente di astratto.

Ad esempio alla enunciazione che Cristo è Dio (Dio da Dio) corrisponde nella vita personale una esperienza, per quanto iniziale e imperfetta, di divinizzazione: se mi divinizza è Dio.

Ancora: alla enunciazione creatore del cielo e della terra corrisponde una esperienza di positività delle cose, della natura, una esperienza che le cose, di per sè, ci sono amiche e non nemiche.